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Fabriano
Comune di Fabriano
Piazza del Comune, 4 - 0732 709480
http://www.fabrianoturismo.it/
Situato sul versante orientale dell'Appennino Umbro-Marchigiano a 325 m d'alt., disteso in gran parte sulla riva del torrente Giano, affluente dell'Esino.
Museo della Carta e della Filigrana: allestito all'interno dell'ex-convegno di S. Domenico, è visitato ogni anno da oltre 40.000 persone. Il percorso didattico illustra la storia della lavorazione della carta, con attrezzature, antichi documenti, preziosi esemplari di filigrane artistiche antiche e moderne. Una delle parti più notevoli è la fedele ricostruzione di una gualchiera medievale con dimostrazioni di fabbricazione di carta filigranata dal vivo secondo il metodo tradizionale, antico di sette secoli. www.museodellacarta.com
Pinacoteca Civica "BMolajoli" - Ex ospedale di S. Maria del Buon Gesù: lo stupendo complesso edilizio venne eretto a partire dal 1456 per riunire le varie strutture ospedaliere, allora presenti in città, in un unico edificio. Questo intervento venne sollecitato e promosso anche dal celebre beato Giacomo della Marca; in quell'anno l'osservante, infatti, era presente in città per una delle sue consuete predicazioni itineranti. La facciata originaria è caratterizzata da un portico a voltato a crociera, con cinque arcate a sesto acuto di diversa ampiezza, poggianti su pilastrti cruciformi. Sopra ogni arcata si apre una finestra bifora ad archetti trilobati poggianti su una colonnina, ed inscritti entro un arco a tutto sesto. Tra le bifore è poi visibile un edicola dipinta inizialmente con una Madonna col Bambino, poi ricostruita perchè danneggiata da una bomba caduta nel 1945. Sotto il portico sono visibili una lunetta e due edicole
affrescate. All'interno dell'oratorio è conservato lo stendardo raffigurante la Madonna del Buon Gesù dipinto intorno al 1460 dal Maestro di Staffolo. Lo stendardo è venerato dal 1496 come miracoloso, in occasione di una terribile carestia dal quale liberò Fabriano. L'edificio è stato completamente ristrutturato agli inizi degli anni '90 su progetto dell'architetto Bruno Rossi per accogliervi le opere della Pinacoteca B. Molajoli in cui è ben rappresentata la "Scuola di Fabriano", opere di scuola umbra e toscana (sec. XIII) e infine rare sculture lignee trecentesche e arazzi fiamminghi (sec. XVI-XVII).
Oratorio della carità: situato di fronte alla facciata dell'ex chiesa di San Francesco, fu iniziato nel 1587, ed è sede della Confraternita della Carità. Di ofrma rettangolare con soffitto a capriate, al suo interno vengono conservati quattordici riquadri alternati da paraste e decorati con stucco e dorature. Essi raffigurano affreschi di Filippo Bellini, con soggetti tratti dalla Bibbia e dal Vangelo, incentrati sulle sette "Opere della Misericordia", un tema assai diffuso durante la Controriforma. L'iconografia fu gestita da Padre Gesualdo, il Generale dei Minori Conventuali.
Palazzo del Podestà: monumento di forte suggestione, è definito uno dei più alti esempi di stile gotico nelle Marche. Lo splendido edificio pubblico ha una sua peculiarità tipologica "a ponte", in ricordo della colmata dell'antico fiume
cittadino che scorreva sotto di esso, e dell'unificazione dei quattro quartieri cittadini. Eretto nel 1255, interamente in pietra bianca di Vallemontagna, modificato più volte, e costituito di tre corpi di fabbrica, dei quali quello centrale presenta il caratteristico voltone ogivale di sottopasso della strada e le eleganti trifore. Al di sotto dell'arcone restano interessanti affreschi (sec. XIII-XIV) che rappresentano scene di guerrieri in battaglia e una enigmatica ruota della fortuna mossa da una figura femminile. Oggi il palazzo è sede della Pretura mandamentale. Lungo il suo ampio corridoio è allestita una galleria d'arte permanente, che raccoglie la riproduzione fotografica, in grandezza naturale, di tutte le opere del Gentile.
Cattedrale di S. Venanzio (XI secolo): ampliata e completata nel IV secolo, ricostruita dall'architetto urbinate Muzio Oddi nel 1607. All'interno si trovano: pregevoli affreschi di Allegretto Nuzi (sec. XIV), tele di Battista Franco detto il Semolei e numerosi dipinti del '600.
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