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Urbino

Comune di Urbino

Via Puccinotti, 3 - 0722 3091

www.comune.urbino.ps.it

info@comune.urbino.ps.it

Sita a 485 m d'alt. nella zona subappenninica interna, tra le valli del Foglia e del Metauro. Posta su due colli, è in gran parte circondata da mura e bastioni.

Sede di Università libera fondata nel 1506, Accademia di belle arti ed Istituto per la decorazione e l'illustrazione del libro. La città, che per la sua importanza storica, artistica e culturale è associata a Pesaro nella denominazione della provincia. 

Patria di Raffaello Sanzio, del Baroccio e del Brandani. Scarsi sono i resti romanici, mentre all'età gotica appartengono le chiese di San Domenico (anteriore al 1365), con portale rinascimentale e l'interno rifatto da Luigi Vanvitelli (1727- 1732), e quella di San Francesco, della seconda metà del XIV sec., anch'essa trasformata nell'interno dal Vanvitelli (1740). Di forme gotiche è pure l'oratorio di San Giovanni Battista, in cui sono conservati affreschi (1416) dei fratelli Salimbeni.

IL PALAZZO DUCALE

Il maggiore monumento di Urbino, fu iniziato poco dopo il 1450, per iniziativa del duca Federico da Montefeltro, sui resti dell'antica rocca e alla sua realizzazione parteciparono, in misura non completamente definibile, Luciano Laurana (1468-1472) e Francesco di Giorgio Martini e, molto tempo dopo (1563), Girolamo Genga, che aggiunse un piano alla costruzione. L'interno del palazzo conserva solo in parte le opere eseguite dai numerosi artisti che lavorarono per il duca Federico: resta la Comunione degli apostoli di Giusto di Gand e una parte dei ritratti degli uomini illustri che il pittore fiammingo eseguì, con Pedro Berruguete, per lo studiolo ducale che mantiene tuttora la famosa decorazione a tarsie, eseguita probabilmente da B. Pontelli su disegni del Botticelli e Francesco di Giorgio Martini.  

Simbolo del Rinascimento italiano e città natale del Bramante e Raffaello, con la sua originale struttura urbana e gran parte degli edifici della sua stagione d'oro.
Ogni anno, in agosto, Urbino celebra se stessa con la Festa del Duca: una rievocazione in costume per le vie del centro a cui partecipano saltimbanchi e mangiafuoco, culminante nella sfida fra contee alla presenza della Corte ducale.

DA NON PERDERE

Museo Diocesano Albani conserva una collezione di ceramiche, manufatti religiosi e il dipinto dell’Ultima Cena di Federico Barocci (XVI sec)


Chiesa di S. Domenico dal magnifico portale in travertino sulla cui lunetta incastonata è un’opera di Luca della Robbia;


Oratorio di San Giuseppe, famoso per il presepio in stucco del 1522. Nel 1416 il conte Guidantonio chiamò i fratelli sanseverinati Lorenzo e Jacopo Salimbeni per affrescare l'oratorio, seguiti dall'eugubino Ottaviano Nelli e dal ferrarese Antonio Alberti;


Oratorio di San Giovanni Battista (XIV sec) il cui interno è decorato con cicli di affreschi del XV sec, tra cui la crocifissione del XV sec. e la vita del santo, opera di Jacopo e Lorenzo Salimbeni;


Il Duomo, che si erge tra gli intricati vicoli medievali, realizzato dal Laurana, e ricostruito dal Valadier nel 1784 dopo un terremoto e viene ricostruito nel secolo seguente in forme palladiane. Conserva opere di Timoteo Viti e Federico Barocci;


Chiesa di S. Francesco, sec. XIV, con il bel campanile gotico a cuspide e la grande pala d'altare di Federico Barocci. Rifatta dal Vanvitelli (prima metà del '700), ospita i monumenti funebri dei duchi (vi sono i sarcofagi di Antonio e Oddantonio);


Chiesa S. Bernardino degli Zoccolanti, (costruita da Francesco di Giorgio Martini) è sede del Museo dei Duchi, fuori città (vi verrà sepolto con la moglie Elisabetta e il figlio Guidobaldo). Ospitava fino al secolo scorso la “Madonna con Bambino, angeli e santi” nonché il “Duca Federico in ginocchio” di Piero della Francesca (ora alla Pinacoteca di Brera a Milano);


Casa natale di Raffaello sede dell'omonima Accademia istituita nel 1869;


La Fortezza Albornoz, XV sec., sorge in V.le B. Buozzi e rappresenta l’emblema difensivo della città del XVI sec.

 

GALLERIA NAZIONALE DELLE MARCHE

Ospitata nel Palazzo Ducale, conserva veri capolavori come la "Flagellazione" e la "Madonna di Senigallia" di Piero della Francesca, la "Muta" di Raffaello Sanzi, e altri importanti artisti: Domenico Rosselli, Allegretto Nunzi, Giovanni Baronzio, Pietro da Rimini, Antonio da Fabriano, Giovanni Santi, Melozzo da Forlì, Carlo Crivelli, Alvise Vivarini, Tiziano, Taddeo Zuccari. Alcune opere, disperse nel 1623, sono tornate a Urbino consentendo la realizzazione della galleria.

E ancora, scesi a valle, lo splendido panorama urbano che si gode da Borgo Mercatale con l'incombente volume semicilindrico che racchiude la quattrocentesca Rampa elicoidale di Francesco di Giorgio Martini.

 

DOVE MANGIARE

Ristorante La Balestra

Ristorantino Da Figaro

 

DOVE DORMIRE

Casale Girfalco

 

INDIRIZZI UTILI