Cossignano

 


Comune di Cossignano

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Secondo alcune fonti la fondazione del castello di Cossignano sarebbe stata opera del nobile patrizio romano Cossinio. Lo storico Vicione invece dedusse che laddove oggi si estende Cossignano vi fosse anticamente un fondo, posseduto dalla famiglia Cossinea di origine etrusca e discendente di Cossinio re di Chiusi. Ricoprendosi pian piano di abitazioni, il nucleo originario diventò un castello, conservando sempre nei secoli il nome dell’antica famiglia. Di importanza notevole fu per Cossignano il XIV secolo per le epiche gesta di Ser Balduzio, signore del castello e della sua conserte Donna Orgilla che insieme lottarono fino all’ultimo contro il tiranno Boffo da Massa, signore di Carassai, che assoggettò Cossignano per lunghi anni; tali eroici personaggi opposero resistenza all’invasore dall’antico cassero, roccaforte del paese, oggi terrazzo panoramico.

Chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta sorta nel 1792 sul sito dell’antica chiesa farfense di S. Maria, conserva dipinti su tela di notevole interesse di arte marattesca del secolo XVII ed opere di Nicola Monti da Ascoli.

Palazzo Comunale che conserva l’archivio storico del comune, con un fondo pergamenaceo di documenti dei secoli XIV-XVI. Di interesse la torre campanaria e l’antica campana tubolare fusa nel 1303.

La casa di via Donna D’Argilla n. 61 del XV secolo, che conserva la grondaia originaria e resti di due ghiere in laterizio, una delle quali decora un arco a sesto acuto, affiancato dalla caratteristica “porta del morto”.

La Porta di Levante detta anche di S. Giorgio, resto meglio conservato dell’antica cinta muraria del castello. La porta si presenta come una torre portaia a pianta quadrangolare attrezzata per la difesa piombante e ficcante, con le caditoie aperte tra i beccatelli che sostengono lo sporto anticamente fornito di merli guelfi.

La Chiesa dell’Annunziata già chiesa di S. Paolo, la cui parte più antica dell’edificio dovrebbe risalire al 1265. All’interno l’affresco più antico si può datare alla seconda metà del XV secolo. Conserva affreschi di scuola crivellesca forse su cartoni di Pietro Alemanno. Il dipinto di maggior pregio conservato nella chiesa dell’Annunziata è la pala d’altare, dipinta a olio su tavola, di Vincenzo Pagani (vissuto tra il 1490 e il 1568).

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