Senigallia

 

S’nigaja in dialetto o anche Sinigaglia, nome usato fino agli inizi del XX secolo,è il secondo comune della provincia per popolazione, dopo il capoluogo Ancona. La zona di Senigallia è il confine linguistico fra i dialetti gallo-italici e quelli italiani propriamente detti.

 UNA SPIAGGIA DI VELLUTO

Senigallia è dal 1853 una delle capitali del turismo balneare della costa adriatica. Tredici chilometri di sabbia dorata disegnano il profilo di una città che si è guadagnata l’appellativo di “spiaggia di velluto”. Tutto a Senigallia riesce a far sentire il visitatore perfettamente a proprio agio: il mare pulito e sempre balneabile, i servizi turistici efficienti, una perfetta accoglienza.

Una città a misura d’uomo, da vivere intensamente camminando sotto i Portici Ercolani o lungo le eleganti vie del centro storico o magari percorrendone le piste ciclabili che l’attraversano al riparo dall’aggressione delle auto. È proprio questa qualità urbana speciale che ha permesso a Senigallia di conseguire il prestigioso riconoscimento di Città Bandiera Blu d’Europa.

 

 

SUMMER JAMBOREE

Divenuta  oramai meta di fama europea grazie al summer jamboree il festival anni 50 che per oltre una settimana veste la città di Senigallia riportandola indietro nel tempo, attirando turisti da tutto il mondo.

UNA CITTA’ D’ARTE

Fondata dai Galli Senoni nel 389-83 (da cui deriva il nome ) sorge sulle sponde del  fiume Misa affacciata al medio Adriatico e queste furono probabilmente le caratteristiche favorevoli che spinsero questo popolo insediatosi nelle zone a nord delle attuali Marche a giungere fino a qui, come narra la leggenda di Brenno, il capo dei Galli che di questa città ne fece la sua capitale in Italia, vincendo numerosi eserciti romani e che solo dietro una cospicuo tributo la consegnerà al dominio di Roma.

Con Pesaro e Fano entrò a far parte, sotto l’Esarcato di Ravenna, della Pentapoli Bizantina fino alla restituzione dei territori al Papa di Roma. Conobbe un periodo molto florido economicamente intorno al XIII sec. nel quale venne istituita la  “Fiera della Maddalena” per conoscere poi un periodo buio che ne vide il decadimento strutturale e l’impoverimento culturale ed economico e perfino lo spopolamento durante il periodo delle lotte fra Guelfi e Ghibellini con la sua distruzione muraria, fino a quando Papa Gregorio XI non riportò la sede Papale da Avignone a Roma riprendendo il possesso dei territori pontifici.

La sua ricostruzione nonché rifondazione strutturale sopratutto avvenne grazie all’interesse della Famiglia dei Malatesta di Rimini e più precisamente di Sigismondo Pandolfo, una rinascita che portò sopratutto ricchezza nuova, richiamò le antiche popolazioni cittadine, rifacimento delle mura difensive e dei bastioni, e richiamò numerose popolazioni dall’Italia che ne diedero nuova linfa economica come avvenne con la comunità ebraica.

La città dopo la dominazione malatestiana ritorna sotto dominio diretto papale in quanto lafamigla aveva accumulato numerosi debiti, subentrò cosi l’amministrazione della Famiglia della Rovere  e con Giovanni nipote appunto del Papa.

Tra il XV e il XVI sec. degna di nota fu la dominazione della Famiglia Borgia, con Cesare detto il Valentino salito alle cronache Macchiavelliane per la ” Stŗage di Senigallia”  in quanto il valentino richiamò tutti i suoi antichi alleati che a seguito de tradimento si erano ravveduti, ed eglicon l’inganno della riappacificazione li fece uccidere tutti. Caduti i Borgia nel 1503 si riaffacciarono i della Rovere sulla scena, ma sta volta la città entro  far parte del Ducato di Urbino insieme a Pesaro e Fano fino alla loro definitiva caduta e riconsegna di tutti i territori alla Chiesa per la mancanza di un erede maschio nel 1626.

Ai Della Rovere si deve la costruzione della Rocca Roveresca del Palazzo Ducale e della Chiesa della Croce all’interno delle mura, inoltre l’attuale quartiere Porto e il conseguente allargamento delle mura sulla riva sinistra del fiume,, inoltre con l’istituzione dei ” dazi doganali” la Fiera prenderà il nome di Franca e diventerà una delle più importanti fino al Mediterraneo.

Nel 1700  l’importanza della Fiera fu così decisiva per Senigallia che ne derivò l’allargamento delle sue mura, la costruzione dei portici Ercolani a ridosso del fiume, dedicati al Cardinale omonimo che ne istituì i lavori; L’uso dei portici era strettamente legato alle attività commerciali, come magazzini e depositi delle merci, nonché per la vendita  dei prodotti nelle botteghe.

Sempre a questo secolo deriva la costruzione del Teatro Cittadino poi chiamato “La Fenice”, in quanto i festival musicalie le opere venivano fatti coincidere con il periodo in cui veniva allesta la Fiera Franca.

Nel periodo ottocentesco infine le vicende napoleoniche e della successiva unificazione italiana videro protagonisti sia la città che i suoi limitrofi, inoltre un rampollo della prestigiosa Famiglia Mastai-Ferretti divenne con il nome di PIO IX l’ultimo Papa-Re.

L’economia cittadina subì un brusco arresto con la perdita di importanza della sua Fiera e relativi commerci in quanto l’asse economico dal Mediterraneo si spostò nell’Atlantico, ma nel frattempo la sua nuova vocazione, che la renderà importante nel ‘900, si affacciava sull’economa locale, il turismo con la nascita nel 1853 del primo Stabilimento Balneare.

 Con un contesto storico così ricco a Senigallia possiamo innanzi tutto visitare la sua Area Archeologica ” LA FENICE”  sotto il teatro moderno, visitabile tutto l’anno, in cui a seguito degli scavi di rifacimento dello stesso teatro sono riemersi l’intersezione di Cardo e Decumano, con i segnindelle ruote dei carri che vi passavano, dell’antica Seni Gallica, un’ampia domus, signorile di cui sono conservati i pavimenti e l’ impluvium dell’atrio, inoltre anche delle numerose tombe medievali, delle quali una è stata allestita per essere vistata.

ROCCA ROVERESCA  voluta dai Giovanni Della Rovere dalla quale Signoria prende il nome è costruita tra il XIV e il XV sec. in laterizio e in stile rinascimentale ad oggi vediamo il risultato di rifacimenti centenari dettati anche dai vari usi primo tra tutti fortezza di difesa dal mare ei ipotizzano anche una serie di tunnel sotterranei che servivano ai signori di fuggirein caso di attacco. Giovanni chiamò l’architetto di Corte Laurana e dopo la sua scomparsa gli  successe Baccio Pontelli, la sua architettura originaria era ancora più scarna con un solo torrione, cosi voluta come residenza mesta della famiglia ai tempi molto religiosa e che rifuggiva dalle ostentazioni di fasti e ricchezze, prima di spostare poi la corte nel di fronte Palazzo Ducale, che ne diverrà la dimora di rappresentanza  voluto nella mèta del XVI sec. da Guidobaldo II della Rovere e successivamente ampliato da Francesco Maria II. Decorato al suo interno con un importantissimo soffitto a cassettoni del pittore Taddeo Zuccari. Terzo edificio che orla la piazza con la “fontana dei leoni” costruita con il palazzo Ducale per le parate e i cortei militari è il Palazzo Baviera costruito e voluto sul finire del XV sec., lo stesso periodo di ampliamento della Rocca, da Giovanni Giacomo Baviera. All’interno troviamo cinque sale impreziosite da stucchi databili 1590 dallo scultore  Federico Brandani .

Infine a metà del Corso 2 giugno nel centro della città l’ultimo edificio civile seicentesco è il Palazzo del Governo attuale sede del Comune realizzato dall’architetto urbinate Muzio Oddi  lo stesso che poi vi collocherà la fontana del Nettuno Di origini romane.

 Il Foro Annonario  un’ampia piazza circolare ottocentesca in stile neoclassico con un colonnato porticato circolare con colonne doriche e nella sovrastante struttura oggi è ospitata la biblioteca Comuna

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